Ordinanze di chiusura, di sospensione del servizio da parte dell’autorità pubblica

Fumi pericolosi: il sindaco può bloccare il forno della pizzeria

Maria Monteleone

http://business.laleggepertutti.it/4131_fumi-pericolosi-il-sindaco-puo-bloccare-il-forno-della-pizzeria

Emissioni nocive di fuliggine dalla pizzeria: il sindaco può ordinare di non utilizzare il forno a legna fino a quando non venga pulita la canna fumaria.

In caso di emissione di fumi nocivi e fuliggine provocate da una pizzeria, il sindaco può inibire l’uso del forno a legna imponendo al gestore la pulizia e la manutenzione della canna fumaria.

È quanto affermato da una recente sentenza del Consiglio di Stato [1].

Secondo i giudici, l’ordinanza del sindaco che impone la pulizia e manutenzione della canna fumaria è pienamente legittima in quanto rientra tra i provvedimenti necessari e urgenti a tutela dell’igiene e della salute pubblica [2].

È pur vero che, inibendo ad una pizzeria l’uso del forno a legna si compromette l’attività commerciale del gestore, ma la salute pubblica è al di sopra degli interessi dei privati.

In situazioni come quella in esame occorre infatti tutelare la salute e l’igiene sia delle persone residenti nei dintorni della pizzeria che emette fumi nocivi sia di tutti i potenziali clienti.

La canna fumaria deve essere oggetto di pulizia e manutenzione periodica. Inoltre, qualora ciò non dovesse bastare ad evitare le emissioni nocive, il gestore sarebbe tenuto ad installare appositi apparecchi per attenuare le emissioni stesse o, in casi estremi, a non utilizzare più il forno a legna.

La denuncia delle emissioni di fumo e gas nocivi può essere effettuata all’Asl competente e segnalata ai vigili; in tal modo, in caso di accertamento del pericolo per la salute pubblica, l’autorità comunale potrà intervenire con provvedimenti urgenti.

In ogni caso, in base alla legge, le immissioni di fumi e calore sono illecite quando superano la normale soglia di tollerabilità [3].

Al di sotto di tale soglia non vi è illegittimità delle immissioni e gli interessi tra i privati (per esempio tra gestore del locale dal quale provengono le immissioni e il vicino) possono essere contemperati dinanzi al giudice.

Si ricorda, infine, che l’emissione di gas vapori o fumo pericolosi per la salute pubblica (e quindi superiori alla normale tollerabilità) può costituire reato [4].

Difatti in passato la Cassazione [5] ha condannato il gestore di una pizzeria per aver violato le regole sull’abbattimento dei fumi emessi dalla canna fumaria, così inquinando l’atmosfera e creando pericolo per la salute pubblica.

[1] Cons. di Stato, sent. n. 3081 del 03.09.2014.

[2] T.U. degli Enti locali.

[3] Art. 844 cod. civ.

[4] Art. 674 cod. pen.

[5] Cass. sent. n. 42213 del 06.12.2006.

 


Ordinanza sindaco su stufa pericolosa a Campolongo di Val Brenta

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Ordinanza di Ala dopo intossicazione da fumo di legna

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Referto del Pronto Soccorso

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Camino Ala, ostruito dal catrame incendiatosi e con numerosi altri difetti e con la totale assenza dei fori di ventilazione areazione dell’ambiente:

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Caso di una stufa a pellet in un condominio con scarico a parete, il sindaco ha ordinato lo spegnimento della stufa e di portare lo scarico fumi sopra il tetto:

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CASO CONDOMINIO SOAVE gennaio 2003 – Intossicazione da monossido di carbonio

condominio di tre appartamenti, ricoverate al pronto soccorso alcune persone dei primi due piani;

segnalazione del pronto soccorso ai Vigili del Fuoco;

controllo dei VdF con videocamera e segnalazione all’ARPAV;

controllo dell’ARPAV e segnalazione al sindaco;

ordinanza del sindaco di sequestro dell’impianto termico, con spegnimento e ordine di rifare i camini secondo le norme.

Il termoidraulico responsabile, chiamato in causa ha SUPPLICATO di non essere denunciato.


Caldaia forno carozzeria Voghera

Questo è il caso di una caldaia a gasolio da 230 kw a servizio di un forno per la verniciatura di una carozzeria.

La caldaia ha 19 anni di vita e non era mai stata pulita al suo interno; la manutenzione veniva fatta soltanto al suo bruciatore.

Poi un giorno ha incominciato ad eruttare dal camino nuvole di fuligggine nera e grassa, così i vicini hanno chiamato i vigili urbani che constatando il fatto hanno ordinato alla carozzeria di spegnere la caldaia e di provvedere a risolvere il problema prima di poterla riaccendere.

Così sono stato contattato per intervenire.

Giunto sul posto mancava il libretto dell’impianto, la dichiarazione di conformità, lo schema della caldaia, la sua targa con i dati, il libretto con le istruzioni per la sua manutenzione e una volta sgombrato il focolare dai primi e spessi strati di fuliggine, operando dal solo ristretto foro del bruciatore ho constatato che i fasci tubieri interni a sezione rettangolare erano completamente intasati e che mancava lo sportello per la manutenzione e la pulizia.

Non mi era mai capitato prima, di incontrare un caldaia industriale priva di sportelli d’ispezione; la ditta produttrice mi ha risposto al telefono che questa caldaia è fatta così e che bisogna cambiarla; i proprietari della carozzeria hanno scelto di far intervenire uno specialista in carpenteria metallica per aprire due fori nella parete frontale della caldaia e realizzare così due sportelli d’ispezione.

 


Sospensione dell’erogazione del gas da parte del sindaco

Rolo, Allegretti: «Sono disponibile a un incontro, però non mi hanno contattato» Lunedì un pakistano e i suoi 11 figli hanno protestato per il distacco del gas

29 novembre 2017

ROLO. Dopo il sit-in di lunedì sera della famiglia pakistana residente in una palazzina di via Toti 32, che ha protestato contro la decisione dell’amministrazione comunale di sospendere la fornitura di gas metano della casa per motivi di sicurezza, il sindaco Fabrizio Allegretti ha atteso per tutta la mattinata di ieri che il proprietario Mohammad Yaseen, 54 anni, padre di 11 figli, si presentasse in municipio per discutere di una possibile soluzione. Ma il primo cittadino ieri non ha visto nessuno.

«Noi eravamo pronti anche lunedì sera a trovare un rimedio – ha spiegato il sindaco Allegretti -. Almeno le donne e i bambini, per non farli stare al freddo dato che nella loro casa l’impianto era spento per l’ordinanza che ho dovuto inviare ad Iren per questioni di sicurezza, li avremmo potuti ospitare in una struttura alberghiera. Tutto è nato dal fatto che, alcune settimane fa ci ha chiamato un idraulico che doveva certificare la caldaia nella casa della famiglia pakistana. Lui però si è spaventato nel vedere le condizioni della caldaia e la quantità di bombole di gpl sparse per la casa». Il proprietario Mohammad Yaseen, infatti, aveva incaricato un precedente idraulico che ha montato nell’abitazione di via Toti 32, per risparmiare qualche centinaio di euro, una caldaia usata, in buono stato per la quale però non era qualificato a rilasciare la necessaria certificazione come prevede la normativa vigente. Così Yaseen, ha dovuto chiamare un altro idraulico che però non si è preso la responsabilità di certificare una caldaia di cui non conosceva né la storia, né la provenienza. Da qui il sopralluogo della polizia municipale che ha stilato un verbale con una serie di prescrizioni culminato in un’ordinanza emessa dal sindaco Allegretti il 4 ottobre scorso. «La famiglia pakistana, praticamente, non solo ha ignorato le prescrizioni ma anzi, alcuni giorni fa, ci ha inviato una richiesta di ricongiungimento di una persona quando nella palazzina vivono già dalle 14 alle 17 persone. Altro sopralluogo per la verifica di un nuovo ingresso da parte della polizia municipale che però ha anche riscontrato che i lavori per la messa a norma dell’impianto di riscaldamento, andavano a rilento. A quel punto non ho potuto fare altro che emettere una nuova ordinanza con la quale ho chiesto ad Iren che provvedesse a sospendere la fornitura di gas metano per questioni di sicurezza. Io mi sono sempre reso disponibile al dialogo e a cercare di risolvere i problemi. Solo che in ufficio e nei giorni scorsi, non si è mai presentato nessuno». (m.p.)


Caso di verifica ispettori a seguito di segnalazione per scarso tiraggio

https://drive.google.com/file/d/1A_zlU-ero34998cgk44KqD8v1RjJgeB_/view

Misurazione dello scarso tiraggio da parte del tecnico manutentore del generatore di calore che ha poi segnalato l’anomalia all’ente pubblico preposto:

 

 

 

 

 

 

 

Lettera dell’ente pubblico incaricato delle verifiche e delle ispezioni, a seguito di segnalazioni di anomalie, che preavvisa l’ispezione del verificatore:

 

 

 

 

 

 

 

Ispezione  dell’ente verificatore:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lettera di diffida del Comune al cittadino utente, dopo aver ricevuto dall’ente pubblico verificatore la segnalazione dell’anomalia:

 

Verifica e relazione dello spazzacamino:

https://drive.google.com/file/d/1A_zlU-ero34998cgk44KqD8v1RjJgeB_/view