Dico e Diri – Dichiarazione o certificazione di conformità e dichiarazione o certificazione di rispondenza degli impianti

Dico e Diri – Dichiarazione o certificazione di conformità e dichiarazione o certificazione di rispondenza degli impianti

 

Dichiarazione o certificazione di conformità

Con la Legge 46 del 1990 è stata istituita la certificazione o dichiarazione di conformità degli impianti

che è il documento, rilasciato dal tecnico installatore o ditta istallatrice dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità alle leggi, alle norme vigenti e alle specifiche tecniche richieste.

 

Legge n 46 sulla sicurezza degli impianti, del marzo 1990

https://www.apeapz.it/images/PDF/CaldaiaSicura/Leggi/L_46_90.pdf

Art. 9. Dichiarazione di conformità. –

  1. Al termine dei lavori l’impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 7. Di tale dichiarazione,sottoscritta dal titolare dell’impresa installatrice e recante i numeri di partita IVA e di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, faranno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati nonché, ove previsto, il progetto di cui all’articolo 6

 

Certificato o dichiarazione di rispondenza

Per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge , o per i casi nei quali non sia possibile reperire la dichiarazione di conformità, invece, il decreto 37/08 ha introdotto la cosiddetta Dichiarazione di Rispondenza, che deve essere redatta a cura di uno dei soggetti previsti dall’art. 7 comma 6 del DM 37/08.

https://www.this.it/articoli/conformita.html

Il Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90, disciplina la realizzazione, manutenzione, e progettazione degli impianti negli edifici. La dichiarazione di conformità degli impianti è il documento che rilascia l’impresa abilitata dopo avere installato o modificato l’impianto. Se la “conformità” è inesistente è possibile ostituirla con il DIRI (DIchiarazione di RIspondenza). Nel decreto vengono descritti gli obblighi e le sanzioni del proprietario per rogiti e lavori di ristrutturazione. La Dichiarazione di Conformità è un documento importante e significativo che tutela il committente ma che, molto spesso, non viene richiesto.

Dichiarazione di Rispondenza DIRI

Nel caso la Dichiarazione di Conformità non sia reperibile, è possibile sostituirla con una Dichiarazione di Rispondenza detta “DIRI” (fac-simile Diri) solo se gli impianti sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/08. La dichiarazione viene resa da un tecnico abilitato come impiantista o dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata che esercitano da almeno 5 anni. La dichiarazione deve essere supportata da accertamenti e sopralluoghi atti a verificare la effettiva rispondenza dell’impianto alla normativa.

Dichiarazione di conformità assente per impianti realizzati dopo il 2008

Un impianto realizzato dopo il 2008 senza Dichiarazione di Conformità non può essere “sanato” con una Dichiarazione di Rispondenza perchè il “DiRi” può essere prodotto solo per impianti precedenti. Bisogna in questi casi rimettere mano all’impianto e redigere un nuovo DiCo.

La Dichiarazione di Conformità (DiCo) può essere rilasciata solo dall’impresa che ha installato l’impianto.

Differenze tra DiRi (Dichiarazione di rispondenza)e DiCo (Dichiarazione di conformità)

Il DiRi è un documento che può rilasciare anche un tecnico (ingegnere, architetto) ma per impianti realizzati tra l’entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) e il DM 37/08 (27 marzo 2008)

Quando un impianto si può considerare a norma?

Il decreto non obbliga ad adeguare gli impianti che non sono norma ma disciplina le modifiche su impianti esisistenti o la realizzazione di nuovi. Come prima cosa per considerare se un impianto è a norma bisogna conoscere in quale epoca è stato realizzato o modificato.

Se gli impianti sono stati realizzati prima dell’ entrata in vigore del DM 37/2008 (27 Marzo 2008) si considerano a norma se, quando sono stati realizzati, erano conformi alle disposizioni esistenti in quell’epoca. Se non è più reperibile l’attestato di conformità è possibile sostituirlo con la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) redatta da un tecnico impiantista abilitato con esperienza nel campo da almeno 5 anni.

 

LA REDAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA

Ai sensi del DM 37/08

http://www.cnpi.eu/wp-content/uploads/2016/12/Linee-Guida-Vol-IIWEB.pdf

 

Legge 5 marzo 1990, n. 46

La legge 5 marzo 1990, n. 46 era una legge della Repubblica italiana emanata per regolamentare la sicurezza degli impianti elettrici, radiotelevisivi ed elettronici in genere, di riscaldamento e di climatizzazione, idrosanitari e idrici in genere, nonché gli impianti per il trasporto e l’utilizzazione di gas, ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili, e gli impianti di protezione antincendio.

È stata abrogata dall’art. 3, comma 1 del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito in legge 26 febbraio 2007, n. 17. Le prescrizioni contemplate dalla legge del 1990 in materia di dichiarazione di conformità sono state sostituite dalle disposizioni contenute nel decreto interministeriale del 22 gennaio 2008, n. 37.

Dichiarazione o certificazione di conformità
DM o decreto ministeriale del 22 gennatio 2008, n. 37

 


Nella Dichiarazione di Conformità dell’impianto termico il costruttore/installatore dovrebbe allegare tutti i dati dell’impianto fumario

http://arch.bz.it/smartedit/documents/download/kaminrichtlinie_it.pdf

Il posatore del camino (per es. muratore, installatore di impianti termosanitari, fumista ecc.) deve sempre richiedere alla ditta fornitrice/costruttrice tutta la documentazione a corredo, le certificazioni CE o il Benestare Tecnico Europeo “ETA” dei materiali impiegati, nonché rispettare le istruzioni di montaggio del produttore del camino, e allegarli insieme alla propria dichiarazione di conformità del montaggio, perché saranno necessari alla ditta installatrice dell’apparecchio per la valutazione di compatibilità ed allo spazzacamino di competenza per il verbale di collaudo.

Devono essere impiegati esclusivamente materiali certificati CE secondo quanto previsto dal DPR 246/03, di recepimento della CPD (Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE), ovvero secondo la relativa norma armonizzata di prodotto (ad esempio, UNIEN 1856-1/2; UNIEN 13063-1/2; UNIEN 14471 ecc…) oppure quando assente o non applicabile è necessario il Benestare Tecnico Europeo “ETA” (per esempio la UNIEN 14471 non si applica alle guaine termoindurenti o a materiali di rivestimento interno).

La marcatura CE definisce le prestazioni (in termini di resistenza alla temperatura, tenuta alla pressione, distanza da materiale combustibile, ecc…) che il prodotto è in grado di garantire in sicurezza, tali prestazioni sono definite attraverso la “designazione di prodotto”, una sorta di codice identificativo delle caratteristiche tecniche garantite dal prodotto: …